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Sorge alla sommità del dosso di Garbagnate Rota, piuttosto isolata da un alto muro in cui è inserito il cancello d’ingresso. La struttura originaria, settecentesca, a blocco lineare allungato di tre piani e tutto della medesima altezza, è ben conservata. Nella facciata anteriore si evidenzia un triportico con archi a tutto sesto, senza corniciature né altri elementi architettonici; la stessa semplicità caratterizza le finestre, che ai primi due livelli si rincorrono tutte uguali e senza arricchimenti formali; al terzo invece si differenziano le finestre che stanno sopra il portico centrale rispetto a quelle delle porzioni laterali, pur mantenendo la medesima sobrietà.

Nella facciata prospiciente il giardino tutte le finestre sono identiche e al pian terreno una sequenza di porte finestre crea un rapporto di continuità fra le sale interne e il giardino, oltre a dare all’edificio un ritmo regolare e armonioso. Alla severità e sobrietà delle facciate si contrappone una certa ricchezza e complessità degli spazi interni, e dallo stile del corpo centrale padronale si distacca decisamente l’ala minore della portineria, ripresa nell’Ottocento se non aggiunta totalmente in epoca romantica.

Il cortile anteriore è di dimensioni modeste, con pavimentazione a selciato; il giardino retrostante si distende ampio, ad aiuole regolari nella parte centrale, mentre tutt’attorno e lungo il pendio si dispongono masse arboree che delimitano e isolano il parco. Di proprietà dei Conti Giulini fino almeno al 1845, da diverse generazioni la villa appartiene ai Conti Melzi D’Eril.