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Nel 1899 si celebrò il primo centenario della morte di Giuseppe Parini. Già da due anni il comitato si era messo
all'opera per erigere un monumento al poeta. Vennero diramate, nell'intera area nazionale, delle schede per una sottoscrizione
pubblica. In una lettera, inviata al suddetto, comitato Giosuè Carducci, pur dichiarandosi poco «
parteggiatore» dei monumenti, vedeva di buon occhio l'iniziativa.
In concomitanza un comitato milanese raccolse i soldi per un'iniziativa analoga, da attuarsi però a Milano;
cosicché i due comitati si fronteggiavano sullo stesso campo, ma in due fazioni opposte .
Il comitato bosisiese raccolse offerte per un totale di 6.350 lire. Gran parte dei fondi raccolti provenivano da scuole,
ma anche da privati.
La cifra costrinse i bosisiesi a limitare il loro progetto e far eseguire unicamente il busto di Giuseppe Parini. L'opera fu
affidata a Francesco Confalonieri, di Costamasnaga (1850-1925), già autore di altri monumenti, tra i quali quello a Pio
IX (Basilica di S. Ambrogio) e quello ad Antonio Stoppani (Lecco). Il giorno 8 ottobre 1899 alle ore 13 si inaugura
ufficialmente il monumento. Accompagnato dalle note delle bande di S. Giovanni di Lecco e di Oggiono il drappo che ricopre
il busto del poeta cade. Venne, tra gli altri, eseguito l'«Inno a Parini» composto per l'occasione. A concludere
la giornata furono bande e fuochi d'artificio.
Sul basamento del monumento si possono leggere le iscrizioni sotto riportate.
Sul lato posto a levante:
«...Io volsi
l'itale Muse a render saggi e buoni
i cittadini miei... »
Sul lato posto a mezzogiorno:
«No, ricchezza né onore
con frode o con viltà
il secol venditore
mercar non mi vedrà »
Sul lato posto a tramontana:
«Io de' miei colli ameni
nel bel clima innocente
passerò i dì sereni... »
Sul lato ponente:
«Qui nato il 23 maggio 1729
morto a Milano il 15 agosto 1799
8 ottobre 1899»
La piazza dove è posto il monumento di Parini, e dedicata al poeta stesso e vede sorgere, oltre al monumento,
anche una fontana che si fregia di un plastico che rappresenta il borgo di Bosisio così come appariva nel 1700.
Il plastico è stato realizzato dallo scultore Bruno Luzzani di Pognana Lario (Como) partendo da studi e cartine di
quello che è stato il catasto teresiano, possiamo quindi ragionevolmente pensare che si tratti di Bosisio così
come lo vide Parini.
La tecnica utilizzata per la realizzazione del plastico è detta a cera persa. Si tratta di un procedimento utilizzato
per fondere sculture metalliche internamente cave.
Si parte da una scultura in marmo o altro materiale dotato di una certa durezza, comunque già ben rifinito e completo
di tutti i particolari, dal quale è possibile ottenere più copie della scultura. In alternativa si può
ricorrere a sculture in materiale inerte, ma resistente al calore, quale l'argilla, che viene ricoperto da uno spesso strato
di cera alla quale viene data la forma desiderata.
Nel primo caso è necessario creare un calco dal quale ottenere una scultura effimera ricoperta di cera. Sopra la
scultura di cera viene posta una tonaca di terra che aderisca perfettamente alla superficie della scultura stessa fissandola
tramite sottili chiodi al nucleo duro che sta sotto la cera. terminata questa operazione il blocco viene cotto in forno,
causando così lo scioglimento della cera presente tra il nucleo e la parte esterna. A questo punto si è
ottenuto lo stampo per la fusione finale, solitamente fatta con il bronzo.